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CONVERREBBE PENSARE

  15/07/2010


      "E' stato mosso infinite volte alla psicoanalisi il rimprovero di non curarsi di ciò che nell'uomo vi è di più alto, di morale, di superiore alla persona singola. [...] Non c'era proprio bisogno che facessimo nostra la trepida preoccupazione per la sopravvivenza di ciò che gli uomini hanno di più alto mentre stavamo studiando quello che nella vita psichica viene rimosso. Ora, [...] possiamo rispondere così a tutti coloro i quali - scossi nella loro coscienza etica - hanno protestato che deve pur trovarsi nell'uomo qualche cosa di superiore: "Certo che c'è. E questo qualche cosa è l'essere superiore, l'ideale dell'Io, o Super-io, il rappresentante del nostro rapporto con i genitori. Da bambini piccoli abbiamo conosciuto, ammirato e temuto questi esseri superiori, e più tardi li abbiamo assunti dentro di noi." (S. Freud, L'Io e l'Es [1922], OSF vol. 9, p. 408).


     "La disciplina "Psicologia" dovrebbe partire dal più freudiano degli enunciati: che per non rimbambire bisogna passare dalla prima infanzia a una seconda infanzia, solida nella difesa ("principio di realtà") del pensiero già nella prima ("principio di piacere"). L'intelligenza, così come l'intellettuale, è iniziale. L'infantilismo è una neoproduzione adulta." (G.B. Contri, commento 7, SAP, p. 47).

    
      "Converrebbe pensare, invece della nostra paranoia quotidiana ("il mondo che mi circonda": un pensiero da . pazzi!), quanti sono coloro che lavorano per me - perfino nell'ostilità e nell'indifferenza - senza neppure saperlo. Il paranoico non guarisce perché milita l'ostilità del delirio "mondo che mi circonda" (in tedesco si è arrivati a inventale il neologismo "Umwelt")." (G.B. Contri, commento 8, SAP, p. 48)


  Giacomo B. Contri, Statuto Società Amici del pensiero

 
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