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 UNA FACCENDA MOLTO PRATICA *
 di Giacomo B. Contri
14 marzo 2010

    
     Balzac sta con Swedenborg - ma ciò dice pochissimo ai moltissimi. Tuttavia proseguiamo.
    Anzi lo sviluppa in modo inatteso per la coscienza dello stesso Swedenborg: nel senso della perversione. Ci arriveremo: non una perversione empirica - le numerose, benché non più di tante, perversioni che Freud apprendeva dalla lista redatta da Krafft-Ebing, Psychopathia sexualis -, bensì una ragione perversa, pratica ancorché pura.

     Questa edizione del Libro mistico di Balzac muove da due antecedenti, ambedue i quali prescindono da Balzac:
     uno meno recente (1963) ma sempre attuale, che è il Kant con Sade di Jacques Lacan, che segnala la perversione della ragione «pratica ancorché pura» di Kant.
Segnaliamo ancora che lo stesso Lacan, benché in un passaggio difficile, ha tratteggiato il contatto di Kant con Swedenborg nell'importante relazione dell'uno e dell'altro con la scienza newtoniana;
     un altro più recente (1982), che è il Kant con Swedenborg di Guido Morpurgo-Tagliabue. Per la verità sono io a attribuirgli un tale titolo, perché il titolo del suo saggio è, sobriamente, Introduzione, ma glielo attribuisco...  

* Introduzione al Libro di Honoré de Balzac "Il libro mistico", Sic Edizioni, 1999
 
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